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Germania e Italia a Marzabotto in nome dell'Europa, per non dimenticare - L'HuffPost

L'HuffPostGermania e Italia a Marzabotto in nome dell'Europa, per non dimenticareL'HuffPostInsieme, per non dimenticare. E per ribadire che senza memoria non c'è futuro. A Marzabotto, per lanciare un messaggio "europeista". Si sono trovati per la prima volta, insieme, alla 74esima commemorazione dell'eccidio nazifascista. Il ministro degli ...Marzabotto, il ministro tedesco: “Per me grande vergogna”. Ma Germania non esegue sentenze di ex nazisti condannatiIl Fatto QuotidianoSTRAGE MARZABOTTO, MINISTRO TEDESCO MAAS CHIEDE SCUSA/ Ultime notizie, eccidi nazisti: "Provo grande ...Il Sussidiario.netMarzabotto, Maas: “Non dimentichiamo”. Moavero: “Noi insieme per Ue”Sky Tg24Polisblog.it (Blog) -Affaritaliani.it -Rai News -Tiscali.ittutte le notizie (103) »

Insieme, per non dimenticare. E per ribadire che senza memoria non c'è futuro. A Marzabotto, per lanciare un messaggio "europeista". Si sono trovati per la prima volta, insieme, alla 74esima commemorazione dell'eccidio nazifascista. Il ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, assieme al suo collega tedesco, Heiko Maas.

"È la prima volta che i ministri degli Esteri dei nostri Paesi sono presenti ed è importante perché dimostra che abbiamo superato gli orrori della seconda guerra mondiale": a rimarcarlo è il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, in un tweet della Farnesina, mentre era in corso la visita a Marzabotto insieme al ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, nel 74/o anniversario degli eccidi nazifascisti. La stessa Farnesina ha ricordato il grande significato di questo evento, "che testimonia la comune determinazione dei due Paesi a mantenere viva la memoria di commosso rispetto delle tante persone a cui fu così tragicamente e deliberatamente tolta la vita. Inoltre, la contemporanea presenza dei Ministri invita a riflettere sulle radici più profonde e ideali del processo d'integrazione europea che, stimolato dai cruenti conflitti del XXmo secolo, ha portato al Continente 70 anni di pace".

"L'Unione Europea ha portato pace e amicizia", ha affermato il ministro degli Esteri italiano, "bisogna tenere presente la memoria e capire e leggere il vero significato dell'Europa oggi e in questi anni, grazie alla Ue e alla lungimiranza degli uomini che seppero mettersi attorno a un tavolo e anziché coltivare sterili sentimenti di rivincita hanno condiviso un sentimento di collaborazione per il futuro". Così il capo della diplomazia italiana. Il suo è un discorso politico. Decisamente europeista. "Essere qui insieme vuol dire, Italia e Germania insieme, mano nella mano, per portare avanti il disegno dell'Unione Europea", sottolinea dal palco Moavero. Essere a Marzabotto, ha proseguito, mostra "non solo la volontà di ricordare quanto accaduto ma anche di far vedere quanto si è saputo costruire in questi anni" con la nascita "della Comunità Europea e poi la Ue. È stata portata pace, amicizia e collaborazione tra popoli europei: la pace oggi sembra ovvia e scontata - ha concluso - ma non dobbiamo dimenticare che le generazioni che ci hanno preceduto davano per scontato ci potesse essere un conflitto e una guerra".

"Come ministro degli Esteri" tedesco "dico con profondo dolore e grande vergogna che mi inchino davanti alle vittime e ai loro familiari", ha affermato il ministro degli Esteri della Germania, Heiko Maas. "Non è scontato che un ministro degli Esteri tedesco possa essere qui dove i miei connazionali hanno portato morte", ha aggiunto. "Ci sono state 770 persone uccise. Si tratta di crimini commessi da tedeschi che ancora oggi ci lasciano senza fiato per la loro efferatezza e crudeltà: 770 persone uccise che non dimenticheremo mai". Infine, ha sottolineato Maas, "è tutt'altro che scontato che dolore e vendetta abbiano ceduto il passo alla pace e all'amicizia: è un dono prezioso che dobbiamo conservare e preservare".

Di fronte a quanto successo "74 anni fa, la memoria non basta. Serve una memoria attiva" che si cali nella quotidianità e che sostenga "la democrazia, una democrazia che si deve fondare sui valori dell'antifascismo" in un periodo storico in cui "una destra senza scrupoli diffonde la paura". A rimarcarlo, in un passaggio del suo intervento alla 74/a commemorazione degli eccidi del 1944, è il sindaco di Marzabotto, Romano Franchi. Parlando di fronte alla comunità della cittadina del Bolognese e ai ministri degli Esteri di Germania e Italia, il primo cittadino di Marzabotto ha aggiunto che, attualmente, "risultano sdoganati solo per mero calcolo elettorale movimenti razzisti e xenofobi: non dobbiamo arretrare di un millimetro".

C'è tanta Europa nelle considerazioni del titolare della Farnesina. Moavero lo riafferma sul palco, dopo averlo rimarcato in una intervista, ieri, al QN: "L'Unione ha dimostrato, in maniera inoppugnabile, la capacità di costruire la pace tra i popoli europei. Oggi, lo diamo per acquisito, ma a ben vedere si tratta di un passo di portata epocale. Per i nostri nonni e avi, una guerra a generazione era normale. Adesso è impensabile. Un altro merito dell'integrazione europea è la diffusione di un inedito benessere per tutti i popoli che ne fanno parte. Tuttavia, il mondo sta cambiando: l'Europa dominava la scena, con Stati Uniti e Giappone; ora non è più così, nel mondo globalizzato in continua evoluzione tecnologica, ci sono nuovi protagonisti. Noi Europei dovremmo interrogarci su quello che i nostri Stati possono fare da soli, rispetto a quanto possiamo fare insieme. Le statistiche dicono che dal 2030-2035 nessun Paese europeo sarà più tra le prime sette economie del mondo".

Il progetto-Europa rischia di essere spazzato via dal vento sovranista che scuote il Vecchio Continente. "Preoccupa – avverte Moavero - perché il nazionalismo esacerbato è proprio antitetico al progetto d'integrazione europea. Dico sempre che gli Stati, aderendo all'Ue, rinunciano a una parte dell'esercizio esclusivo della loro sovranità nazionale, per condividerla con altri Stati. Questa è l'essenza base della costruzione europea. L'Ue non è ancora una una federazione, ma è già molto di più di una semplice organizzazione internazionale tra stati. Le sue istituzioni sono comuni e in queste istituzioni noi continuiamo a esercitare la sovranità, seppure insieme ai partner. Il ritorno dei nazionalismi riduce la condivisione e può negarla. In una tale, possibile deriva c'è più di un pericolo: infatti, i nazionalismi eccessivi possono davvero distruggere quanto si è laboriosamente fatto dal 1950 in avanti nel nostro continente". "Per rilanciare l'Ue - è la convinzione di Moavero - bisogna ritrovare lo spirito di condivisione. Gli ideali di democrazia e solidarietà funzionano solo se c'è questa predisposizione a cercare una soluzione insieme. Erano meno ardue le difficoltà che avevano De Gasperi, Adenauer, Shumann? Penso di no – annota ancora il ministro degli Esteri - Un'Europa migliore è possibile e necessaria. Ma per farlo serve, a chi fa politica e a chi governa, una grande capacità di autentica leadership".

Una visione europeista che unisce il titolare della Farnesina all'uomo che lo ha fortemente voluto a capo della diplomazia italiana: Sergio Mattarella. Memoria e futuro. "L'orrendo eccidio che la soldatesca nazista compì tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 nei Comuni di Marzabotto, Monzuno, Grizzana Morandi e nelle campagne di Monte Sole costituisce il crimine di guerra più spaventoso consumato nel nostro Paese ai danni di persone inermi nel secondo conflitto mondiale", così, nel messaggio in occasione del 74° anniversario dell'eccidio di Marzabotto. "La memoria dei tantissimi innocenti martoriati – prosegue il Capo dello Stato – non è soltanto iscritta nella storia delle comunità ferite dalla spietata violenza, ma è parte della vita e dell'identità stessa della Repubblica, nata dalla Resistenza e fondata su principi di pace, di libertà, di giustizia". Per il presidente della Repubblica, "i caduti di Marzabotto e dei territori alle pendici di Monte Sole sono un monito perenne alla nostra civiltà".

"A 74 anni di distanza, la mostruosità della 'marcia della morte' nazifascista – ammonisce Mattarella – resta lì a ricordare che i germi dell'odio, della sopraffazione, della bestiale efferatezza non sono mai sconfitti per sempre e che occorre tenere continuamente vigili le coscienze". "Monte Sole – aggiunge – è oggi diventato un simbolo europeo della pace. Questo va a merito delle personalità e delle comunità che, dopo aver tanto sofferto il più tremendo dei lutti, sono riuscite a andare oltre il dolore e a guardare al futuro delle nuove generazioni europee". "Dove la guerra ha raggiunto l'orrore indicibile, la pace – rileva Mattarella – può affermare il suo valore permanente, capace di resistere alle contingenze avverse e alle difficoltà che si presentano nel tempo". Un tempo "sovranista"

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