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Le Borse di oggi, 16 giugno. Listini in cauto rialzo in vista della Fed. Il petrolio sale ancora

La Banca centrale americana chiamata a districarsi tra il rischio inflazione e i mercati che attendono ancora un atteggiamento accomodante

MILANO - Ore 9:30. Partenza in cauto rialzo sui mercati azionari europei, in attesa che alle 20 italiane il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, spieghi l'esito della due giorni di riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca centrale americana, e dia l'aggiornamento delle previsioni economiche. Con i prezzi che hanno mostrato una forte crescita (+5% annuo a maggio), finora i banchieri sono stati abili a bollare come "temporanee" queste dinamiche. Ma se gli investitori non temono cambiamenti a breve, qualche indicazioni sulle mosse future potrebbe arrivare già oggi per poi trasformarsi in certezza tra il simposio di Jackson Hole (ad agosto) e la prossima riunione di settembre.

Milano segna un guadagno dello 0,15% nelle prime battute con il comparto energetico in positivo. La migliore è Londra che aggiunge lo 0,3%, mentre Parigi sale dello 0,25% e Francoforte dello 0,15%.

Ieri, seduta in calo a Wall Street, dopo le chiusure record di lunedì per S&P500 e Nasdaq: ieri sono arrivati da una parte l'aumento record, su base annuale, dei prezzi alla produzione, cresciuti del 6,6%, contro attese per un 6,2%. Ed è stato pubblicato anche il dato sulle vendite al dettaglio, diminuite dell'1,3% a 620,2 miliardi di dollari. Lo S&P500 ha ceduto lo 0,2%, il Nasdaq lo 0,71%. In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in calo dello 0,51%.

In attesa delle parole di Powell, l'euro apre poco mosso sopra quota 1,21 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,2129 dollari e a 133,51 yen. Dollaro/yen a 110,07. Poco movimento anche sul fronte dei titoli di Stato: lo spread tra Btp e Bund apre in lieve rialzo a 102 punti base e il rendimento del decennale italiano si posiziona allo 0,79%.

I prezzi del petrolio si portano di nuovo in rialzo, ai massimi da oltre due anni, sui mercati asiatici, con il Brent che avanza per la quinta sessione consecutiva superando quota 74 dollari, sostenuto dal calo delle scorte e dalla ripresa della domanda che incoraggia gli investitori. Il greggio del mare del Nord guadagna lo 0,9% a 74,65 dollari al barile, top da aprile 2019, mentre il Wti sale dello 0,8% a 72,70 dollari al barile, toccando il massimo da ottobre 2018.

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